PC MOD: Un’esperienza estrema

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Nei precedenti articoli abbiamo parlato di varie configurazioni hardware e del loro utilizzo videoludico, oggi parleremo di qualcosa che va oltre il concetto di configurazione standard.

Come abbiamo visto, le possibili combinazioni hardware sono un’infinità e la possibilità di creare qualcosa che si sposi perfettamente con le nostre esigenze è pari all’esperienza maturata in questo ambito.

Insomma, se per creare un PC desktop standard basta avere qualche linea guida e magari l’aiuto di un amico smanettone per riuscire nel nostro scopo, per andare “oltre” serve un po’ di impegno in più.

Se volessimo, quindi, creare qualcosa che va oltre le nostre aspettative? Qualcosa capace di surclassare qualsiasi configurazione non solo prestazionalmente ma anche visivamente? Beh, in questo caso entriamo nel mondo del modding, un mondo dove tutto ciò che viene pensato è realizzabile, e oggi voglio condividere con voi una delle mie esperienze più ricercate.

In questo articolo parlerò di una delle mie ultime build, ancora in fase di finalizzazione: l’obiettivo che mi sono posto è il seguente: “creare un sistema dove CPU e GPU siano raffreddate in modo omogeneo, cercando di raggiungere i 5 GHz senza tenere conto delle temperature”. Per ottenere tale risultato ovviamente deve essere studiato un sistema di raffreddamento a liquido personalizzato, un lavoro non indifferente.

Come ottenere un PC come questo? Facile, continuate a leggere!

Quale piattaforma?

Tenendo in considerazione la maggior parte dei giochi attuali, ho riflettuto molto sulla piattaforma da utilizzare, e poiché sul momento la Z170 di Intel non era disponibile, la scelta andava a cadere tra X99 (a mio avviso troppo costoso per quello che avevo in mente) e Z97.

La CPU doveva essere molto propensa a spingersi ad alte frequenze, anche se la capacità di overclock di un processore è sempre un’incognita ancorata a molti fattori. La fortuna ha voluto che un mio carissimo amico (ottimo binnatore) fosse in possesso di un 4790K che sembrava fare al caso mio, avendo raggiunto i 4.7 GHz con solo 1.24v, raffreddato ad aria, mantenendo temperature in media sui 70°C.

Avendo puntato sul chipset Z97 la scelta della motherboard è stata ardua, cadendo infine su una GIGABYTE Z87X-UD4H. Vi chiederete come mai l’uso di una Z87 con un 4790K: innanzitutto questa scheda madre l’avevo già in un armadio e ho pensato di rispolverarla, visto che non volevo spendere troppo; tra l’altro lo schema colori e il BIOS modificato facevano proprio al caso mio.

La motherboard migliore, in questo caso, era quella… che avevo già!

Ovviamente avrei potuto puntare sulle proposte Asus e l’acquisto di una MAXIMUS non sarebbe stato sbagliato, ma sarebbe stata una scelta non in linea con ciò che avevo in mente.

La scelta delle RAM è stata dettata dai colori più che dalle performance, poiché i dettagli del sistema erano rossi (motherboard, tubi e liquido), le RAM dovevano necessariamente sposarsi con tale tonalità, e quindi via di Corsair Vengeance.

A questo punto scheda madre, CPU e RAM erano pronte, ma la necessità di un’ottima scheda video mi ha spinto a riutilizzare la TITAN X installata nella vecchia build presente alla GTC 2015 (X99, 5820K). Per alimentare il tutto ho scelto un RM850 di Corsair, non tanto perché fosse un ottimo alimentatore (è anche piuttosto costoso), né tantomeno per la sua silenziosità, ma semplicemente perché era in offerta in un negozio della mia città.

Corsair Vengeance, il loro colore si sposa perfettamente con lo schema dell’intera build, non potevo scegliere dei moduli migliori.

L’incognita più grande a quel punto era capire quale case utilizzare. Certo, un 900D o altri case full tower simili sarebbero perfetti (prima o poi farò una build basata sul Caselabs MSTH10), ma poiché ho già lavorato con case di dimensioni enormi volevo qualcosa che si posizionasse a metà tra un mid tower e un 900D.

L’ideale a mio avviso era il 750D, anche perché – guarda caso – ne avevo uno inutilizzato. Il problema era l’impiego di quattro radiatori di diversi tagli, visto che il case non si sposava totalmente con la mia idea, quindi andava modificato.

The MOD begins

Quando si crea qualcosa di nuovo ed unico, si deve ponderare una serie di fattori più o meno importanti. La prima cosa in assoluto da fare è… disegnare, mettere su carta l’idea che avete nella vostra testa e visualizzarla in tre dimensioni, così da rendervi conto se è realizzabile così com’è o qualcosa va rivista (se siete capaci, programmi come Autocad o simili sarebbero ideali, ma non indispensabili, poiché il nostro obiettivo non è un progetto da zero ma una serie di modifiche da apportare a un oggetto finito).

Notate il buco che ho praticato sul top del case, utilissimo per il riempimento del circuito.

Visualizzare un’idea in modo grafico vi aiuterà a lavorare con maggiore praticità e sicurezza: nessuno vuole buttare 150 euro di case nella pattumiera, quindi è importantissimo essere sicuri di quello che si fa.

Se non siete fiduciosi al punto giusto o non avete mai usato un Dremel (strumento indispensabile per il modding), rivolgetevi a un vostro amico più capace o a un fabbro, vi basterà portare con voi il vostro progetto e il materiale da modificare.

Se avete svolto un ottimo lavoro teorico la realizzazione sarà semplice; ovviamente far da sé porta il vantaggio di minimizzare le spese, visto che non dovrete pagare la manodopera altrui.

Freddo è meglio

La mia idea di raffreddamento ideale per questo sistema si concretizza nell’utilizzare ben quattro radiatori, tra cui un XSPC 360x60mm, un Alphacool 240x30mm slim, un Phobya 240x60mm e un Phobya 120x60mm per un totale di dieci ventole, sette Scythe Grand Flex PWM 2400 rpm e tre Scythe Kaze Slim 2200 rpm.

Il radiatore slim posto sul frontale usa una configurazione Push&Pull, conosciuta anche come configurazione a “panino” nella quale il radiatore presenta ventole da entrambi i lati (due Kaze Slim più due Grand Flex). Il XSPC posto sulla parte superiore utilizza tre Grand Flex, mentre l’elemento sul fondo del case utilizza due Grand Flex.

Conclude la configurazione la singola Kaze Slim che si occupa dell’estrazione sul lato posteriore.

Phobya 120×60, se pur raffreddato da una sola ventola slim, questo radiatore svolge un lavoro fantastico!

Tutto viene regolato da un controller della Lamptron “CW611”, configurato con le ventole frontali regolate in modo da avere un flusso omogeno ed evitare turbolenze, la posteriore gira a 2000 rpm mentre le ventole restanti sono regolate per girare a 1600 rpm, garantendo così un setup omogeno a flusso continuo, sacrificando un po’ di silenzio ovviamente.

Diversamente si potrebbe regolare il tutto utilizzando dei sensori, in modo da avere le ventole attive solo dopo una certa temperatura, ma a mio avviso questa scelta sarebbe indicata più per una configurazione “silent” che non per gli overclocker.

Il Corsair 750D: parte tutto da qui!

Da Corsair 750D a D057

Per integrare quattro radiatori, dieci ventole, una pompa e una vaschetta cilindrica da 150 mm, il case è stato totalmente rivisto, e mentre ci lavoravo su ho avuto un’idea. Mi son sempre piaciuti i costosissimi case di Silverstone, con scheda madre montata al contrario.

Dopo un attento esame ho trovato il modo di invertire lo chassis della scheda madre sul 750D, ho anche rimosso gli alloggiamenti anteriori da 5.25” per fare spazio al radiatore, recuperando anche spazio per l’integrazione dell’alimentatore in una posizione insolita, ma innovativa… poi non sono amante dei lettori Blu-ray o DVD sui PC, e non credo di essere il solo a preferire l’utilizzo di pendrive, quindi ho eliminato tutto il superfluo.

Ho poi pensato a una posizione per l’hard disk meccanico, che ho posto sul pannello posteriore utilizzando dell’ottimo Velcro biadesivo utilizzato inoltre per fissare anche il disco SSD, il radiatore in basso e l’alimentatore, con ottimi risultati. Scenderei nei particolari della lavorazione della lamiera, ma credo sia qualcosa di superfluo e sopratutto le immagini parlano da sole, quindi suppongo non sia necessario dire “ho tagliato qui, limato lì” o altro.

Faccio notare solo il buco sul top del case, utilissimo per svuotare o riempire il sistema senza mai dover smontare nulla più del dovuto. Vista la mod della scheda madre con alloggiamento in reverse ho ribattezzato il case in D057, ovvero il contrario di 750D (si lo so, sono fuso!).

Tutta questione di gusti e giunzioni

Quando si pianifica un impianto a liquido qualsiasi è importante prestare attenzione ai raccordi: questi ultimi possono fare aumentare le vostre spese in modo anche vertiginoso.

Nel mercato del liquid cooling, esistono centinaia di tipologie di raccordi, con varie curve o connessioni, ma tecnicamente quelli a cui dovete prestare attenzione sono i raccordi dritti e a 45°, poiché sono quelli che risultano sempre meno restrittivi, rispetto ad esempio ai 90° o a L.

Ovviamente tutto ciò è sempre molto relativo in termini di performance, concretizzandosi in un range fra 2-4° C, che seppur pochi in assoluto, possono incidere molto in configurazioni con overclock spinti.

I raccordi Enzotech con il loro bel logo in risalto, STUPENDI. Mi scuso per la polvere!

Io personalmente utilizzo raccordi prevalentemente della Enzotech, bellissimi da vedere (con il logo “Biohazard”), qualitativamente simili ai più blasonati Bitspower e corredati di o-ring di ricambio. Se avete delle curve particolari da creare vi consiglio vivamente l’utilizzo di raccordi snodati in 3 punti (tipo EK o Alphacool, circa 10-15€ a pezzo) che potete modellare in base alle vostre esigente.

Tenendo sempre in considerazione il vostro progetto potete rendervi conto delle curve che dovrete affrontare nel vostro “Loop” (il circuito chiuso in cui gira l’acqua): se siete capaci di rendervi conto esattamente dei raccordi che vi serviranno risparmierete tempo e sopratutto denaro. Anche a me è capitato di aver acquistato raccordi sbagliati semplicemente per frettolosità, quindi ponderate sempre le vostre scelte, più e più volte.

La scelta del tubo da utilizzare non è da meno e sinceramente non mi sento di consigliarvi altro se non “PrimoChill” (ve lo dico per esperienza, visto che li uso da anni), che produce tubi di ottima fattura e sopratutto si strozzano molto difficilmente, fattore molto importante da considerare visto che, inevitabilmente, una strozzatura porta all’abbassamento del flusso nel vostro loop; quindi state attenti e cercate in qualsiasi modo di evitare le curve (esistono anche delle molle per facilitarle, ma a mio avviso sono antiestetiche).

Voglio anche precisare che un loop è un loop, ovvero un circuito chiuso omogeneo, quindi pensare di iniziare il giro da un componente piuttosto che da un altro è praticamente ininfluente. Dopo 10-15 minuti, infatti, l’acqua nel vostro sistema avrà raggiunto una temperatura omogenea ovunque, ammesso che abbiate svolto il lavoro in modo corretto.

Un bel rosso sangue… senza spendere un capitale!

Parlando di acqua c’è una precisazione da fare: è sicuramente consigliabile cambiare il liquido ogni 6-8 mesi o eventualmente una volta l’anno. Esistono in commercio molti liquidi anche colorati (premixati), che tra l’altro costano non poco (tra i 17-20€ per litro).

Se proprio siete intenzionati ad acquistarli tenete in considerazione la “Mayhems”, ottima azienda, ma personalmente vi consiglio di andare al supermercato sotto casa e comprare della normale acqua distillata, al clamoroso prezzo di un euro per 5 litri (in questa build ne ho usato quasi 2 litri e mezzo). E nel caso vogliate colorare il tutto, comprate solo il colorante in gocce e un biocida per prevenire la proliferazione di alghe nel vostro sistema.

Quindi?

Torniamo al mio progetto, che ho denominato “ABSOLUTE”: dopo una lunga sessione di overclocking, durata ben tre giorni (Prime95, LinX, IntelBurnTest, AIDA64 e RealBench), ho raggiunto con stabilità i 4.9 GHz purtroppo con un overvolt quasi al limite del consigliato, 1.45v.

In ogni caso sotto stress test la CPU non ha mai passato gli 80° C (media dei core 74° C), valore decisamente elevato ma comunque all’interno dei limiti consigliati. Se calcoliamo l’esagerato overvolt direi che il risultato è ottimo, poiché con ogni gioco testato (Crysis 3, Batman Arkham Knight, The Witcher 3, Metal Gear Solid V, Assetto Corsa e altri) la temperatura non ha mai passato i 55-60° C.

Questa giunzione a T è il fulcro dell’impianto: permette di svuotare e riempire il circuito senza problemi.

Qualsiasi valore oltre i 4.9 GHz, anche con 1.5-1.55 v, è risultato instabile (stabile solo per piccole sessioni di SuperPI a 5 GHz), quindi ho raggiunto il limite di questa CPU per quanto riguarda il raffreddamento a liquido.

Speravo di raggiungere i 5 GHz stabili ma dovrò accontentarmi, ovviamente con Hyper Threading attivo, per chi se lo stesse chiedendo. L’esemplare di TITAN X invece, si comporta come al solito raggiungendo i 1475 MHz (260 MHz in più dal boost default), e 7900 MHz (+900 MHz) per le memorie con voltaggio default e BIOS modificato con Power Limit a 450w, non superando mai il 70%, ovvero 315w.

Questo sistema è capace di far girare The Witcher 3 a ULTRA (no hairworks) 4K (3840×2160) a quasi 60 fps fissi, attestandosi sui 50-55fps nella maggior parte delle situazioni, il che a mio avviso è molto soddisfacente per un sistema non SLI.

Il sistema operativo utilizzato è Windows 7, visto che con lo stesso setup per qualche strano motivo al momento Windows 10 crasha sporadicamente. Nei giochi, pur raggiungendo valori di fps più alti, in termini di fluidità la fruizione è instabile, arrivando in alcuni casi anche a scendere fino a 30 fps, cosa che non succede su Windows 7. Purtroppo ancora non ne comprendo il motivo, ma continuerò ad indagare.

Sul frontale potete notare le slim poste sul radiatore da 240x30mm, in basso notate la ventola dell’RM850.

Cosa manca?

Come potete notare dalle foto, manca ancora un pannello laterale che copra tutto. Ho preso le misure per crearne uno in plexyglass, da realizzare non appena avrò tempo. Il pannello sarà sagomato in modo che il pulsante della psu, e la presa del cavo d’alimentazione rimangano scoperti ed utlizzabili, tra le altre cose volevo creare un profilo da posizionare nel posteriore del case per coprire il buco lasciato dal vecchio alloggiamento per l’alimentatore.

Ho pensato anche all’utilizzo di una terza strisca di led bianchi (il bianco fa risaltare i colori di tutto l’hardware, senza “mangiarsi” le tonalità dei led rossi o blu), visto che le due strisce installate al momento a illuminare perfettamente il tutto.

Oltretutto non mi dispiacerebbe utilizzare due nuove GTX 980TI, oppure aggiungere una seconda TITANX… o magari, ancora meglio, aspettare direttamente le nuove GPU. Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto ABSOLUTE? Cosa cambiereste?

Ecco un comodo riassunto della scheda tecnica dettagliata del sistema:

Processore:

  • Intel i7 4790K @4.9 GHz 1.45v

Scheda madre:

  • GIGABYTE Z87X-UD4H

Memoria RAM:

  • 16 GB Corsair Vengeance 2133 MHz@2200 MHz cas 9-11-10

Scheda Video:

  • MSI Gtx Titan X @1475 MHz core / 7900MHz memorie

Hard disk:

  • Western Digital Caviar Green 2 TB

Solid State Disk:

  • Samsung 850EVO 240 GB

Case:

  • Corsair D057 (750D reverse mod)

Alimentatore:

  • Corsair RM850W

Controller ventole:

  • Lamptron CW611

Pompa:

  • Laing DDC 18 W
  • Top Bitspower

Waterblock CPU:

  • EK Supremacy EVO plexy

Waterblock GPU:

  • EK Fullcover TITANX-980TI nero

Vaschetta:

  • Bitspower cilindrica 150 mm

Tubo:

  • 2 metri Primochill Red 13/10

Radiatori:

  • XSPC 360×60 mm (triple-fan)
  • Phobya 240×60 mm (dual-fan)
  • Alphacool 240×30 mm (dual-fan)
  • Phobya 120×60 mm (single-fan)

Ventole:

  • 7x Schyte Grand Flex 2400 rpm PWM
  • 3x Schyte Kaze Slim 2200 rpm​

Raccordi 13/10:

  • 9x Enzotech dritti
  • 2x EK snodati neri
  • 1x Koolance dritto
  • 1x AQ a “T” nickelato
  • 1x AQ rubinetto nickelato
  • 1x Phobya sensore temperatura
  • 2x XPSC 90° scavati
  • 2x EK giunzione nero

 

Posted (IGN Italia)

Joshua Fidone

Classe 1989, ad otto anni assembla il suo primo PC e dall'ora coltiva la passione per hardware e videogames. Tra i titoli preferiti si annoverano Doom, Half-Life ed il leggendario Metal Gear Solid. Ha scritto per IGN, Leganerd, Geexmag ed oggi Caporedattore per Pcmasterrace.it.

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