Tecnicamente Tom Clancy’s The Division

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Tom Clancy’s The Division è stato tra i titoli più discussi dell’anno uscente. Finito nel dimenticatoio per un lungo periodo pochi mesi dopo il lancio, è tornato in auge negli ultimi mesi affermandosi un ottimo MMO-TPS dallo stampo ruolistico. Cosa ne dite allora di dare un’occhiata più da vicino al suo Snowdrop Engine?

Tecnicamente è una rubrica nella quale analizzeremo il lato tecnico dei videogame su PC, solitamente i più in voga e discussi dagli utenti per via dei porting dalla versione console.

Una critica da voi mossa su questa rubrica è la scarsa qualità degli screenshot proposti che, da oggi potrete visualizzare scalati a 1920×1080, non compressi, semplicemente cliccandoci su.

Poi non dite che non vi vogliamo bene.[youtube https://www.youtube.com/watch?v=R2NJSAvuiQ0?feature=oembed]

Torniamo a Tecnicamente con il primo appuntamento del 2017, mettendo sul piatto uno dei titoli Ubisoft più controversi degli ultimi anni: Tom Clancy’s The Division.

Sviluppato da Massive Entertainment, Tom Clancy’s The Division è uno sparatutto in terza persona online, dove migliaia di giocatori in tutto il mondo svolgono il ruolo di agenti al servizio della Divisione, ultima linea difensiva del governo statunitense posta contro il terrorismo di stampo bio-chimico.

Una New York decadente ed in preda al caos.

Senza troppi preamboli, il gioco scaglia il player all’interno di un ecosistema molto vasto che riproduce fedelmente una New York decadente ed in preda al caos, tra bande rivali, terroristi e un’epidemia che ha contagiato gran parte della popolazione.

Il tutto però è narrato con superficialità, rendendo la campagna principale cooperativa quasi un elemento superfluo, l’end game infatti è il fulcro del titolo Ubisoft.

Il sistema con il quale abbiamo avuto modo di svolgere i nostri test è il seguente:

Scheda Madre ASUS Maximus VIII Formula
Processore Intel Core i7 6700K @4.8GHz
Memoria RAM 32GB Corsair 3000MHz CAS 15 (XMP)
Scheda Video ASUS ROG Strix GTX 1080
Unità di archiviazione Samsung SSD 840EVO 240GB + 840EVO 1TB
Alimentatore Enermax Platimax 1350W

Il monitor utilizzato per le nostre analisi è un ACER Predator XB271HK, monitor 4K 60Hz, dotato di tecnologia nVIDIA G-Sync e pannello AHVA, il tutto calibrato a regola d’arte per ottenere il top della qualità visiva possibile in UHD.

Schermata iniziale del gioco

Downgrade a tutto andare.

Già dalla beta pubblica, antecedente l’uscita prevista per marzo 2016 era evidente come Tom Clancy’s The Division avesse subito un artificioso downgrade grafico, analizzato successivamente da molti con i trailer dello Snowdrop Engine ed il primo video di Gameplay del 2013 in sottofondo, risultava evidente la strada intrapresa da Ubisoft, alla quale siamo abituati dai tempi di Watch Dogs.

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=EWJD8DMasCU?feature=oembed]

A due anni dalla presentazione, l’impatto grafico del gioco risultava pressoché abbozzato e prestazionalmente poco ottimizzato, tanto da far infuriare gli utenti e oltre all’evidente downgrade, il titolo si scontro’ fin da subito con l’elevato carico, mal sostenuto, che gravava sui server.

Un lancio disastroso per The Division.

In sostanza il lancio di Tom Clancy’s The Division è stato disastroso sotto moltissimi punti di vista: bug sparsi qua e là, artefatti grafici di poco gradimento, connessione ai server instabile e bilanciamento scarso, il tutto farcito con una trama del tutto inesistente.

Alla vostra destra un bel BUG, notate i due omini sotto il lampione

Ad ogni modo piangere sul latte versato non conta nulla, sopratutto, dopo quasi un anno dall’uscita, motivo per il quale ci concentreremo sull’ottimo lavoro svolto post lancio, di cui The Division ha beneficiato moltissimo divenendo di fatti il gioco che tutti aspettavamo.

Sono state rilasciate molte patch, più o meno invasive nel corso del tempo e ad oggi il titolo risulta essere molto diverso sotto qualsiasi aspetto, sia grafico che non.

Quando le patch fanno miracoli.

Prestazioni e bilanciamento sono certamente i due cardini alla base di ogni patch rilasciata, infatti, se prima per poter godere di un’ottima esperienza in 4K era necessario possedere almeno uno SLI di nVIDIA GTX 980Ti o CrossFire di AMD Fury X, oggi è possibile giocare ad ULTRA in 4K con una singola nVIDIA GTX 1080, mantenendo un frame-rate che resta quasi sempre inchiodato sui 60FPS.

Ottimo lavoro svolto sui materiali e sui riflessi

In termini meramente prestazionali, il lavoro svolto sul piano tecnico è stupefacente, sopratutto se teniamo in considerazione i trascorsi di Ubisoft con giochi come Assassin’s Creed Unity, dove i bug la facevano da padrone.

Restiamo ansiosi di testare quanto prima l’imminente For Honor, altra sfida online intrapresa da Ubisoft.

Possiamo dunque affermare che sul piano dell’ottimizzazione, Ubisoft è migliorata parecchio e anche per questo, restiamo ansiosi di testare quanto prima la nuova IP For Honor, altra sfida online intrapresa dal colosso francese.

Distanza streaming extra e dettaglio oggetti, sono due impostazioni fondamentali

Parliamo adesso delle impostazioni avanzate che potrebbero mettere in ginocchio il vostro sistema, partendo sicuramente dalla distanza streaming extra e il dettaglio oggetti, queste opzioni non fanno altro che incidere sulla quantità di dettaglio visibile sulla distanza: valori più elevati corrispondono ad un minore pop-up di modelli e texture.

Distanza e dettagli extra al massimo

Ovviamente il consiglio è, se possibile (AMD RX480, GTX 1070, GTX 1080), di tenere queste due impostazioni al massimo, per poter godere pienamente della qualità grafica che il gioco può offrire, diversamente i valori di base che vengono applicati dai vari preset grafici risultano essere soddisfacenti, anche se consigliamo di non scendere sotto ALTO.

La distanza visiva non va trascurata, sopratutto in giochi dove le mappe sono molto grandi, alla lunga potrebbe risultare molto fastidioso convivere con il pop-up.

Un ultimo appunto va fatto per quanto riguarda la distanza visiva ed i dettagli, queste impostazioni sono molto CPU bound, il che significa che a valori alti corrisponderà un cospicuo utilizzo della CPU che, con processori non dotati di Hyper Treading come gli Intel i5, si tradurrà in un buon 70-80% di utilizzo.

La distanza visiva è un fattore determinante, ma può costare caro.

In alcuni casi, il carico del processore potrebbe raggiungere  anche il 100% con un conseguente aumento delle temperature.

Se riscontrate un andamento simile sul vostro sistema, vi consigliamo di non eccedere oltre i valori che vengono preimpostati dal preset ALTO e di modificare successivamente altre impostazioni a vostro piacimento.

Il punto dolente del motore grafico è sicuramente il casting delle ombre e delle luci crepuscolari che, sostanzialmente, incidono pesantemente sull’intero rendering, andando ad elaborare anche le ombre dei fogli di carta sulla strada ed altri oggetti che non notereste se non andandoli a cercare appositamente.

Sicuramente la cura del dettaglio è importante e Massive ha cercato di offrire quante più impostazioni possibili per la personalizzazione delle ombre, introducendo tra le scelte anche le ombre PCSS ed HTFS di nVIDIA.

Inutile dilungarci oltre quando ciò che più importa è quanti FPS finiamo per guadagnare (o perdere) con l’una o l’altra impostazione.

Il consiglio assoluto è il seguente: se non volete schiodarvi dai 60FPS e avete una GPU discreta, optate per il preset ALTO che offre un ottimo bilanciamento tra qualità e prestazioni, decidete poi se utilizzare le ombre PCSS o HTFS, testando singolarmente le due varianti.

A nostro avviso entrambe le soluzioni risultano molto simili, sfumando le ombre sulla lunga distanza, anche se alle volte possono sembrare poco realistiche ed artificiose.

Se volete il massimo delle prestazioni combinato ad un’ottima qualità grafica, il preset ULTRA in combinazione con l’HBAO+ è la scelta migliore, per ottenere un’ottimo bilanciamento tra ombre e profondità dell’immagine. Quello che dovete sapere è che passando da ALTO ad ULTRA perderete circa 15FPS, e altri 10 circa se attiverete le nVIDIA PCSS o HTFS, ad ogni modo se possedete una GTX 1080 o simili, il consiglio è quello già menzionato, usate il preset ULTRA.

In Tom Clancy’s The Division uno degli effetti dominanti è sicuramente la nebbia ed il fumo volumetrici.

Vi capiterà spesso di ammirare il fumo fuoriesce da un condotto essere attraversato dalla luce in modo veramente realistico, peccato però che gli effetti volumetrici risentano particolarmente della risoluzione e delle ombre avanzate nVIDIA, motivo per cui, ancora una volta, ve ne sconsigliamo l’utilizzo.

Parlando di risoluzione invece, una tra le impostazioni più utili implementate che sta iniziando a prendere piede in moltissimi giochi, è il Rapporto risoluzione, ovvero la possibilità di aumentare o diminuire la risoluzione del render interno a prescindere dalla risoluzione nativa del vostro monitor o TV.

Dopo vari test, possiamo affermare che una singola nVIDIA GTX 1080 non è capace di far girare The Division sempre a 60FPS in 4K nativo su ULTRA o per lo meno non in tutte le situazioni che vi si pareranno dinnanzi.

A questo proposito, lasciando comunque tutto su preset ULTRA, scalare la risoluzione al 75% potrebbe correre in vostro aiuto, infatti, usando un valore simile, l’immagine non perderà assolutamente di qualità o per lo meno non tanto da essere evidente.

In ogni caso potrete bypassare la perdita di qualità attivando il Post FX AA su ALTO o ULTRA (non è molto pesante in ogni caso) e aumentando la nitidezza dell’immagine tra 90 e 100.

In questo modo avrete sempre un frame-rate costante e granitico, anche con molti nemici su schermo senza dover sacrificare impostazioni grafiche dall’impatto evidente come la distanza visiva o l’HBAO+.

Il checkboard rendering di PS4 PRO è uno degli esempi più lampanti di upscale.

C’è da spezzare una lancia a favore delle console da questo punto di vista, menzionando tra tutte, la PS4 PRO che con il suo checkboard rendering svolge un ottimo lavoro di upscaling in 4K, ovviamente parliamo di una qualità più simile ai 1440p, ed in ogni caso ferma a 30FPS con dettagli non ancora al livello delle versioni PC, ma un ottimo compromesso.

Abbiamo già menzionato più volte l’Horizon Based Ambient Occlusion di nVIDIA, ovvero l’HBAO+, ma su The Division il lavoro svolto è fenomenale.

NVIDIA propone una profondità della scena stupenda e piena di sfaccettature che, evidenzia tutti i piccoli dettagli su schermo; il rovescio della medaglia è una discreta perdita di FPS che gli utenti più esigenti vorranno evitare, in questo caso, impostando l’occlusione ambientale su MOLTO ALTO otterrete delle ottime prestazioni con una buona qualità dell’immagine, anche se lontana dalla proposta nVIDIA.

Ovviamente non può essere trascurato il fattore preponderante di Tom Clancy’s The Division, è un gioco l’online. Come tutti i giochi online, il gioco risente molto dell’input-lag, pur essendo un TPS, è quindi lecito pensare che molti utenti possano prediligere l’uso di monitor a 120-144Hz in modo da ridurre al minimo il fenomeno durante le loro sessioni in rete.

In questo caso ribadiamo il consiglio di impostare il preset ALTO e magari di utilizzare il Rapporto risoluzione al 75% anche su pannelli a 1080p o 1440p in modo da maxare il refresh rate, diversamente per tutti quegli utenti che giocando in 4K o che comunque sono limitati da pannelli a 60Hz, optare per una migliore qualità grafica non è un’opzione, sopratutto quando il titolo e ben ottimizzato, anche perché eccedendo troppo con gli FPS su pannelli a 60Hz, il tearing è sempre dietro l’angolo, V-Sync/G-Sync a parte.

Sempre in copertura ragazzi!

Il resto delle impostazioni presenti non sono molto proibitive a differenza di quelle evidenziate, ci teniamo comunque a segnalare i riflessi e la profondità di campo.

Riflessi e profondità di campo sono degli effetti minori da considerare.

I riflessi già con preset ULTRA vengono impostati su MEDIO, eccedete solo se avete la potenza utile a farlo, in ogni caso la qualità non giustifica la perdita di frame, sopratutto per un effetto che dovete fermarvi ad osservare e che difficilmente noterete durante gli scontri a fuoco.

La profondità di campo incide nelle sequenze filmate e quando attivate il menù, l’impostazione consigliata è MEDIO, eccedere non porta nessun guadagno tangibile a schermo.

Ci sono poi altri effetti minori, come l’aberrazione cromatica che tende a sfocare i margini dello schermo e la vignettatura, tutti effetti di contorno che potete attivare o disattivare a vostro piacimento, disattivarli comunque non porta nessun miglioramento in termini di frame-rate se non in alcuni casi dove l’aberrazione cromatica può risultare eccessivamente fastidiosa.

Alla luce di quanto evidenziato, il lavoro svolto da Massive Entertainment in questi ultimi mesi è stato epocale.

In molti pensavano che The Division fosse destinato a morire, invece negli ultimi mesi il picco di utenti online è tornato a salire, sopratutto in vista dell’update che ha introdotto la modalità sopravvivenza, assolutamente da provare se siete amanti del genere.

Tom Clancy’s The Division è destinato a grandi cose, ed ha gettato le basi per un ottimo futuro, ha certamente avuto una partenza burrascosa ma alla fine è riuscito nel suo intento, inoltre è molto divertente da giocare con gli amici, motivo per cui a seguito dell’ottimo lavoro svolto dal team di sviluppo lo consigliamo, sopratutto se siete amanti dei giochi online co-op, The Division potrebbe piacervi, anche molto.

Diteci la vostra su questo titolo e sulla nostra analisi, non dimenticate di chiederci qualsiasi cosa riguardante l’ambito tecnico qui nei commenti, alla prossima.

Posted (Lega Nerd)

Joshua Fidone

Classe 1989, ad otto anni assembla il suo primo PC e dall'ora coltiva la passione per hardware e videogames. Tra i titoli preferiti si annoverano Doom, Half-Life ed il leggendario Metal Gear Solid. Ha scritto per IGN, Leganerd, Geexmag ed oggi Caporedattore per Pcmasterrace.it.

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