Hellblade Senua’s Sacrifice

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Abbiamo provato e giocato Hellblade Senua’s Sacrifice. Siete pronti ad affrontare questo viaggio nella follia?

Ninja Theory è un team di sviluppo molto talentuoso che tra le frecce al proprio arco può vantare lo sviluppo di titoli come: Heavenly Sword, il reboot di Devil May Cry (DmC), il sottovalutato Enslaved: Odyssey to the West ed altre produzioni interessanti. Negli ultimi tempi però si è sentito parlare molto del team di Cambridge fino alla nascita di Hellblade, progetto contraddistinto dall’essere una produzione indipendente e di cui parleremo oggi.

In questi anni gli Indi Games hanno preso molto piede portando su PC e consolle produzioni tal volta anche lungimiranti e complesse come Cuphead (in uscita il 29 settembre), Limbo, Hyperlight Drifter e molti altri che non stonano affatto dinnanzi a produzioni maggiori. Ninja Theory volendo abbracciare questo modello di business si è lanciata nel mondo dell’auto-produzione a budget contenuto cercando suo malgrado d’offrire un prodotto il più completo e valido possibile alienandosi però dai canoni standard del videogioco per creare un’esperienza a tratti innovativa e mai vista prima.

Hellblade Senua’s Sacrifice ci porta nel mondo della psicosi pura catapultandoci nella mente della protagonista Senua, una guerriera norrena alle prese con un lungo viaggio di cui non vogliamo far spoiler. Tralasciando gli spoiler, vi basti sapere che il vostro compito sarà quello di seguire Senua per tutta la durata del suo cammino disseminato di ostacoli e barriere psicologiche rese estremamente toccanti e quasi tangibili da parte degli sviluppatori che han saputo rendere appieno il concetto della malattia rappresentata dalla psicosi; difatti Hellblade Senua’s Sacrifice basa tutto sulla rappresentazione del concetto di psicosi e nulla più in verità, ma lo fa in modo cinematografico con la giusta dose d’immersività che solo il medium dei videogiochi può offrire. Senua sarà costantemente tartassata da pensieri e visioni resi magistralmente dagli sviluppatori.

Il gameplay si alterna in tre fasi: esplorazione, enigmi e combattimenti. Le fasi d’esplorazione sono di stampo classico e quasi vengono a noia durante la prima ora di gioco tanto che vi sembrerà d’aver a che fare con un generico walking simulator.

Il tedio verrà poi spezzato dagli enigmi che, purtroppo, finiranno per risultare ripetitivi sul lungo termine, giungendo ad essere frustranti durante alcune fasi dell’avventura. L’azione da svolgere per portare a compimento questi rompicapi è quella di ricercare delle sovrapposizioni ambientali tali da corrispondere alle forme dei glifi che troverete sparsi lungo il vostro proseguire. Enigmi sostanzialmente molto semplici e spesso poco ispirati, quasi ridotti all’osso se vogliam dire, ma con una formula che nel complesso funziona, nulla che altre produzioni di maggior calibro non abbiano saputo fare.

Per quanto concerne il sistema di combattimento lo abbiamo trovato uno degli aspetti più riusciti del gioco perché, se da una parte abbiamo una mole di nemici esigua e poco distinti tra loro, dall’altra ci troviamo un sistema di parata e contrattacco molto valido condito da schivate rapide e precise (quasi a ricordare The Witcher 3), ed il classico attacco potente e veloce. Una miscela d’azioni che se combinate nel modo giusto posso risultare letali nella maggior parte dei casi. Per quanto ci riguarda, il combat system non stanca e rende le fasi di combattimento divertenti e ragionate.

Un altro aspetto molto intrigante del gameplay è la morte permanente. Avete capito bene: proseguendo nell’avventura verrete avvertiti della possibilità di morte permanente con conseguente perdita dei salvataggi. In pratica se morirete troppe volte, la malattia di Senua, rappresentata dal marciume che attecchisce il suo corpo, finirà con l’ucciderla completamente costringendovi a ricominciare l’intera epopea dall’inizio. Questo fattore è un altro modo con il quale gli sviluppatori vogliono far si che il giocatore s’immedesimi il più possibile con il personaggio di Senua così da comprenderne l’angoscia e lo sconforto.

Il fulcro di Hellblade Senua’s Sacrifice come anticipato poc’anzi è la trama. Questa viene narrata di volta in volta con scene d’intermezzo che lasciano senza fiato per l’ottima realizzazione tecnica, tanto da sembrare quasi in CG. Il livello di dettaglio è ammirevole e superiore alla media dei titoli indipendenti e in alcuni casi anche di giochi AAA. Le animazioni facciali sono assolutamente di altissimo livello come tutto il comparto audio-visivo. Qualche texture un pò slavata qua e là ma nulla che mini il colpo d’occhio generale.

In termini di impostazioni grafiche la versione PC è abbastanza completa e fornisce all’utente la possibilità di modificare vari aspetti della grafica, dalla qualità delle texture alle ombre. Peccato però manchi il modificatore del FOV, scelta probabilmente voluta dagli sviluppatori per una questione artistica. Sul nostro sistema di prova, munito di Intel i9 7900X e NVIDIA GTX 1080Ti (un tantino overkill) non abbiamo avuto alcun problema a mantenere i 60FPS in 4K per quasi la totalità dell’avventura, con qualche calo sporadico sui 50 frame.

Un altro aspetto molto importante che va messo in primo piano è la colonna sonora del titolo. Le tracce assieme agli effetti sonori di contorno contribuiscono egregiamente all’immersione del giocatore. Hellblade Senua’s Sacrifice va giocato assolutamente con un paio di cuffie e sarà il gioco stesso con un disclaimer a consigliarvi questa scelta durante l’avvio. Ninja Theory ha implementato la tecnologia 3D-audio per poter ascoltare l’ambiente a 360° nel modo più fedele possibile. Sentirete le voci che infestano la mente di Senua mormorarvi continuamente qualcosa nelle orecchie e delle volte avrete addirittura la sensazione di essere seguiti ed osservati. Sensazione che il gioco vuole trasmettere in maniera quasi incessante fino alla fine.

Hellblade Senua’s Sacrifice non è un titolo molto lungo ne rigiocabile. Mediamente dovreste riuscire a completarlo il poco più di sette ore, questo però non vuol dire che l’offerta non valga il prezzo del biglietto, anzi tutto il contrario. Hellblade è un’avventura che va vissuta tutta d’un fiato e che per quelle sette ore sa regalare delle emozioni che difficilmente troviamo in molti videogiochi della nostra epoca. Lo si potrebbe quasi considerare un film interattivo ma questa descrizione è stratta per un prodotto che ha molto da offrire al giocatore, soprattutto sul piano emotivo, un’esperimento che vale sicuramente il prezzo a cui viene proposto.

Posted (Geexmag.com)

Joshua Fidone

Classe 1989, ad otto anni assembla il suo primo PC e dall'ora coltiva la passione per hardware e videogames. Tra i titoli preferiti si annoverano Doom, Half-Life ed il leggendario Metal Gear Solid. Ha scritto per IGN, Leganerd, Geexmag ed oggi Caporedattore per Pcmasterrace.it.

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