Intel Core i9 7900X

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Dopo alcuni anni in cui lo scenario di sviluppo delle CPU era sembrato aver raggiunto una fase di stallo, stiamo finalmente vedendo qualche novità di rilievo nell’ambito dei “cervelli” che gestiscono i nostri PC.

AMD ha lanciato la sua serie Ryzen e Intel, dopo aver abbandonato il processo Tick-Tock a favore di uno sviluppo in tre fasi denominato PAO (Process, Architecture, Optimization), rilancia con i suoi migliori processori di sempre, in termini di prestazioni erogate.

Prima con la serie K e poi con i processori della serie X, Intel ha continuato a spingere i limiti delle proprie architetture proponendo CPU sempre più votate all’overclocking che, tuttavia, è stato appannaggio preponderante dei quad-core, almeno fino a oggi.

Con l’i7 7820X (8 core) e l’i9 7900X (10 core) questo approccio cambia drasticamente, proponendo al pubblico dei processori con un numero elevato di core e thread, adatti a un utilizzo prettamente workstation ma con un IPC (istruzioni per clock) e un potenziale di overclocking senza eguali, capaci di rendere queste soluzioni adatte a qualsiasi tipologia d’utilizzo.

Il processore che prendiamo in esame in questo approfondimento è il fratello maggiore e nuovo arrivato in casa Intel, denominato appunto i9 7900X, che vanta ben 10 core per un totale di 20 thread grazie all’utilizzo della tecnologia Hyper-Threading.

CPU-Z screenshot.

L’i9 7900X vanta di una frequenza base di 3.3 GHz e un boost fino a 4.3 GHz gestito dal nuovo Turbo Boost 3.0, che modifica indipendentemente il carico dei core in base all’utilizzo degli stessi in applicazioni che richiedono più core rispetto ad altre per tirar fuori dalla CPU le migliori prestazioni possibili, senza andare a intaccare il TDP di 140W dichiarato da Intel.

Mentre negli ultimi anni gli avanzamenti prestazionali delle CPU proposte da Intel erano nell’ordine del 5 e del 10% rispetto alla generazione precedente, con l’introduzione della serie i9 ci troviamo di fronte una situazione totalmente nuova.

Se paragonato all’i7 6950X, a parità di clock il 7900X risulta fino al 14% più veloce in svariate applicazioni, soprattutto nell’ambiente che più ci interessa, quello dei videogiochi. Da sottolineare anche l’aggressività di Intel sul piano meramente commerciale, visto che il 7900X si trova online a partire da 899€ contro i 1899€ della precedente generazione, rappresentata dal 6950X.

L’i9 7900X è basato sull’architettura Skylake-X che porta con se tutti i benefici dei processori Skylake e anche qualche difetto. L’IPC di questa nuova generazione di processori è impareggiabile se consideriamo la mole di core a disposizione, ma purtroppo anche il 7900X, così come la precedente iterazione di Skylake, soffre di elevate temperature d’esercizio.

Fortunatamente per gli utenti non si tratta di un problema che che non possa essere tenuto a bada con un sistema di raffreddamento a liquido o un dissipatore ad aria ad elevate prestazioni, a patto di mediare sul voltaggio se si intende effettuare overclocking sulla CPU.

Non pensate, insomma, di poter montare un i9 ed utilizzare un dissipatore di stampo classico, perché vi ritrovereste un processore castrato in partenza.

Fattori quali temperatura e energia erogata vengono costantemente tenuti sotto controllo per gestire le frequenze operative della CPU, quindi qualora le temperature risultassero troppo elevate, le frequenze d’esercizio verrebbero tagliate per favorire il raffreddamento del processore. Lo stesso accade nei riguardi della corrente erogata, che metterà sotto sforzo i VRM della vostra scheda madre causando clipping e tagli di frequenze.

Insomma, per poter prendere in considerazione una soluzione come il 7900X è necessario poterla completare con un adeguato sistema di raffreddamento, possibilmente custom, per ottenere le massime prestazioni; considerato il target di questa CPU si potrebbe quasi pensare che sia un fattore dato per scontato ma è bene comunque sottolinearlo.

Di seguito le specifiche del sistema utilizzato in fase di test:

  • Intel i9 7900X (ES)
  • ASUS Strix X299-E Gaming
  • 32 GB RAM DDR4 G.Skill 2666 MHz – al kit da 16 GB (2×8)
  • Samsung 960 PRO 512 GB M2
  • NVIDIA GTX 1080Ti 11 GB (2000 MHz Core – 11900Mhz Vram)
  • Enermax Platimax 1350W

Nota: per ogni acquisto effettuato attraverso i link forniti da IGN Italia si contribuisce con una piccola percentuale alla produzione quotidiana degli articoli, dei video e delle notizie pubblicate sul sito.

I test da noi effettuati sono stati svolti su benchmark sintetici quali: Intel XTU, Cinebench, Unigine Heaven, Unigine Superposition, 3DMark Firestrike Ultra, 3DMark Timespy ed AIDA64.

Intel XTU

Intel XTU è un tool con benchmark e stress test integrato fornito da Intel come ausilio per l’overclocking e il testing delle proprie soluzioni.

Il risultato ottenuto di 2.667 punti è certamente notevole ed è stato raggiunto con raffreddamento ad aria; il processore non aveva alcun tipo di overclock applicato e il solo profilo XMP attivo. Da notare l’elevata temperatura riscontrata pur essendo a frequenze stock e con il core voltage a soli 1,05v.

Alzando il voltaggio fino a 1.25v ho raggiunto i 4.6 GHz su tutti i core simultaneamente, tenendo a bada le temperature senza alcun problema grazie al mio impianto di raffreddamento custom. Il boost in termini di prestazione è tangibile.

Non contento, ho spinto ulteriormente la CPU fino a 4.9 GHz con un voltaggio di 1.35v. In questo caso le temperature sono sicuramente fuori scala e non sicure per un uso quotidiano, ma in fase di test un picco del genere era atteso: si ottiene un boost prestazionale non indifferente.

Cinebench

Cinebench è un benchmark prettamente pensato per le CPU e mette sotto torchio qualsiasi processore con il suo corposo render.

A frequenza predefinita il risultato raggiunto è di 2.356 punti. Interessante ma nella norma, al pari con molte CPU overcloccate o con sistemi dual CPU.

Purtroppo con Cinebench non ho avuto fortuna a 4.9 GHz. Ho dunque eseguito il test con il profilo sicuro a 4.6 GHz raggiungendo 2.614 punti. Risultato ottimo se consideriamo che Threadripper di AMD raggiunge i 2.866 punti con ben 12 thread in più.

Visto quanto ottenuto dall’i9 7900X da 10 core, attendo con ansia di vedere di cosa sarà capace l’i9 7980X munito di ben 18 core e 36 thread.

Unigine Heaven

Per quanto questo benchmark sia vecchiotto, resta comunque molto apprezzato dalla comunità degli overclocker di tutto il mondo e metro di paragone per comparare molti sistemi. Per questo motivo ho deciso di effettuare una singola misurazione con la versione 4.0 del programma e il processore impostato a 4.6 GHz.

Con sistemi spinti e soprattutto muniti di schede video come la GTX 1080Ti, il valore da tenere maggiormente in considerazione è quello degli FPS minimi. Più alto sarà il valore e minore sarà la possibilità di incontrare stuttering durante le nostre sessioni di Gaming.

Il risultato non poteva essere migliore di quello raggiunto. Gli FPS minimi risultano superiori a molte configurazioni dotate di i7 7700K, overcloccati anche oltre i 4.8 GHz.

Questo dato non fa altro che confermare che, al di là di quello che si potrebbe pensare, l’IPC di Skylake-X non ha nulla da invidiare ai processori più blasonati per il gaming, e oltretutto tira fuori un margine prestazionale superiore anche con clock inferiori, indubbiamente anche grazie all’uso del controller quad-channel per le memorie.

La NVIDIA GTX 1080Ti Founder’s Edition, svolge un ottimo lavoro anche con raffreddamenteo ad aria!

Unigine Superposition

Superposition è il nuovo benchmark di Unigine che stressa adeguatamente sia CPU che GPU. Ho eseguito dei test sia a 1080p che 4K.

Test 1080p.

Test 4K.

In entrambi i casi i risultati sono ottimi e superiori alla media. Avrei potuto spingere i punteggi overcloccando ulteriormente la mia NVIDIA GeForce GTX 1080Ti, ma questi aspetti esulano dagli scopi di questo articolo.

3DMark

Il 3DMark non può mancare all’appello quando si parla di benchmark. Ho appositamente testato Firestrike Ultra e Time Spy perché sono i benchmark più adatti alla configurazione di prova.

Stranamente nelle info compare Intel Core i7, ma evidentemente il 3DMark non è ancora aggiornato con le descrizioni di questa CPU. Ad ogni modo lo score è assolutamente inarrivabile da sistemi muniti di processori quad-core. Ancora una volta l’i9 7900X dimostra essere un processore altamente performante.

Anche per quanto riguarda Time Spy il risultato è quello che mi aspettavo, considerato che questo benchmark è basato sulle Directx12, API che dovrebbero utilizzare più core possibili, eppure l’utilizzo della CPU non ha mai superato il 60% se non per il test appositamente dedicato al processore.

AIDA64

Chiudiamo con AIDA64: utilizzo spesso il suo benchmark interno per il test a lungo termine della CPU. Il processore è stato testato a 4.6 GHz a 1.25v per stare tranquilli ed evitare crash ma nel corso dei test ho riscontrato risultati invariati anche scendendo a 1.23v. Ciononostante, ho comunque optato per un voltaggio più elevato, così da evitare di perder tempo nel ripetere più volte il benchmark in caso di errori.

Dopo un’ora di stress test, e in un ambiente con temperatura di ben 35°, il processore ha sfiorato gli 84°C per un breve periodo, attestandosi poi tra i 73 e 77°C per la maggior parte del tempo.

Sono certo che sottoponendolo a delidd, e quindi scoperchiandolo per cambiare la pasta termica, potrei ottenere prestazioni anche migliori abbattendo ulteriormente le temperature. Per il momento però preferisco fermarmi qui.

Ho eseguito anche una serie di test “in game” con svariati giochi più o meno dipendenti dalle prestazioni della CPU e i risultati sono stati ottimi, raggiungendo in media le stesse prestazioni di 6700K e 7700K in applicazioni single-thread e di gran lunga superiori in multi-thread.

Ovviamente il paragone con i processori Skylake e Kabylake della serie K è posto prettamente sul piano velocistico e non mi sentirei di consigliare l’acquisto di un i9 7900X solamente per giocare, ma se pensate di giocare e fare streaming contemporaneamente, allora potreste prendere in considerazione questo strepitoso 10 core.

L’omino Kingston ci guarda in modo inquietante…

C’è da spendere qualche riga anche sul Turbo Boost 3.0. Questa nuova iterazione del Turbo Boost è nata per la necessità di far fronte ai consumi che una CPU dotata di numerosi core come il 7900X può sprigionare.

Il Turbo Boost 3.0 è una manna per l’uso standard della CPU ma per i videogiochi e le applicazioni che sfruttano diversi core è consigliabile disattivarla e lasciare che il moltiplicatore resti lo stesso per tutti i core, in modo da sprigionare la vera potenza dell’i9.

Posso darvi qualche consiglio veloce nel caso in cui vogliate overcloccare questo gioiello di CPU: se possibile non allontanatevi dagli 1.2v e non superate gli 1.3v, soprattutto se la CPU non è stata scoperchiata con la procedura nota come “delidd”.

Oltre a un considerevole aumento delle temperature potreste facilmente raddoppiare i consumi della CPU, che a 4.9 GHz può superare anche i 400W di potenza erogata. Un valore che, a lungo andare, rischia di danneggiare sia il processore che le fasi d’alimentazione della vostra scheda madre.

Se comunque avete intenzione di spingere al limite il 7900X, vi consigliamo l’acquisto di un waterblock anche per i VRM della motherboard. Alcuni esemplari di i9 7900X deliddati hanno raggiunto anche i 5.2 GHz su tutti e 10 i core.

Infine, al momento in cui scriviamo l’i9 7900X è acquistabile online per circa 850€ contro i quasi 1200€ del nuovo AMD Threadripper 1950X che, pur avendo 12 thread in più rispetto alla proposta Intel, non eguaglia le prestazioni per clock fornite dall’i9, rendendo di fatti il 7900X il miglior processore sulla piazza per svariati scenari d’utilizzo.

Joshua Fidone

Classe 1989, ad otto anni assembla il suo primo PC e dall'ora coltiva la passione per hardware e videogames. Tra i titoli preferiti si annoverano Doom, Half-Life ed il leggendario Metal Gear Solid. Ha scritto per IGN, Leganerd, Geexmag ed oggi Caporedattore per Pcmasterrace.it.

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