A Plague Tale: Innocence

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A Plague Tale: Innocence è un titolo che arriva quasi in sordina ma che cela un ottimo potenziale per una produzione Indie. Il team di Asobo Studio ha confezionato un’avventura narrativa in single player di grande spessore, capace d’emozionare ed intrattenere senza mai stancare. Se volete saperne qualcosa in più non vi resta che leggere la nostra recensione priva di spoiler.

A Plague Tale è un videogame fortemente incentrato sulla trama che riporta il giocatore ai tempi del Medioevo, in una Francia devastata dalla peste ed alla stregua dell’inquisizione. In questo ambiente, ostico e brutale, impersoneremo la nobile Amicia chiamata a proteggere il fratellino Hugo a sua volta ricercato dagli Inquisitori per un motivo sconosciuto. I due ragazzi intraprenderanno un viaggio in costante fuga e alla ricerca della salvezza, incontrando durante il loro cammino diverse figure intente ad aiutarli.

Quel che basta per capire che in A Plague Tale non imbracceremo una spada per combattere mille battaglie, bensì dovremo nasconderci costantemente ed aggirare gli ostacoli con astuzia ed ingegno. Il titolo mostra difatti un gameplay improntato verso lo stealth che, delle volte, lascia anche poco spazio all’azione cadendo nella ripetitività di formule già viste in altre produzioni: nascondersi nella siepe, lanciare un diversivo, risolvere un enigma ambientale e così via.

A Plague Tale: Innocence prende spunto da titoli come The Last of Us, Assassin’s Creed, God of War e molti altri, concentrando il tutto in un mix bilanciato che lascia al giocatore un senso d’appagamento latente. Il gameplay è interessante e per certi versi divertente, sicuramente molto intuitivo ma pilotato; anche lasciando spazio all’esplorazione tutto resta ancorato alla narrativa, restituendo sì un senso di libertà ma non sfruttandolo al meglio accompagnando costantemente il giocatore durante tutta l’avventura.

Per fare un esempio, Amicia è dotata d’una fionda che può utilizzare per colpire e disarmare gli avversari ma solo in determinate circostanze, se doveste incontrare un soldato in un’altra istanza, pur essendo in grado d’abbatterlo sarete spinti ad agire diversamente poichè le meccaniche non lasciano molto range d’azione, battendo sempre su azioni predeterminate che per certi versi possono funzionare ma che alla lunga potrebbero stancare persino il giocatore più hardcore.

Per far fronte a meccaniche di gioco relativamente legnose, il titolo mette in scena una narrazione ed un livello artistico di prim’ordine che non lascia scampo, infatti, sarà proprio la trama a spingervi ad andare avanti e non il gameplay.

L’unica componente originale sul versante gameplay è rappresentata dalla minaccia costante dei ratti, disseminati in tutti i livelli. I ratti rappresentano spesso un ostacolo d’aggirare e non gradiscono la luce, dunque non dovrete far altro che trovare modi intelligenti per utilizzare le sorgenti di luce a vostro piacimento o magari crearne (o spegnere) di nuove per poter avanzare.

Ad ogni modo, durante l’avventura sarà possibile potenziare l’equipaggiamento, apprendere basi alchemiche utili per la realizzazione d’oggetti, interfacciarsi con personaggi secondari per risolvere enigmi e molto altro, lasciando comunque una dinamicità, seppur ristretta, agli eventi.

Durante il pellegrinaggio di Amicia ed Hugo incontrerete anche diversi Boss che richiederanno l’utilizzo di materia grigia per essere abbattuti o aggirati. Il livello di difficoltà (non selezionabile) nel complesso è basso e vi è semplicemente concesso di disabilitare l’HUD e la mira automatica per rendere il tutto più ostico, operazione che teniamo a sconsigliare in quanto, almeno a nostro avviso, snatura l’essenza della produzione.

Gli amanti delle traduzioni audiovisive in Italiano rimarranno scontenti poichè il gioco è doppiato in Inglese, Tedesco e Francese; buono il doppiaggio Inglese impostato di base ma per una maggiore immersione nel mondo di gioco consigliamo l’uso del Francese con sottotitoli.

Il comparto grafico e sonoro di A Plague Tale: Innocence è eccellente. Le texture sono ben realizzate, i modelli dei personaggi ben fatti e gli ambienti nel complesso omogenei e pieni di dettagli, in linea con quanto visto in Hellblade Senua’s Sacrifice; la colonna sonora inoltre arricchisce il tutto senza mai stonare, calzando alla perfezione in ogni situazione sia nelle cut-scenes che durante le fasi di gioco. La nota dolente arriva con le animazioni: molte sono ben fatte ma altre lasciano a desiderare, sopratutto per quanto riguarda l’espressività dei personaggi sulla quale, sicuramente, si sarebbe potuto fare qualcosa in più.

Abbiamo provato la versione Steam di A Plague Tale su PC, equipaggiati con Intel Core i7 7700K, 32GB di RAM ed RTX 2080Ti, il tutto al massimo del dettaglio in 4K senza battere ciglio e costante a 60 FPS, anche se abbiamo avuto modo di notare dello stuttering durante l’avanzamento in nuove aree di gioco, sia con l’utilizzo di SSD che disco tradizionale; problema che probabilmente verrà risolto con le patch future.

Tirando le somme A Plague Tale: Innocence è un titolo certamente di spessore che sfiora il capolavoro, proponendo una campagna single player vecchia scuola dalla durata di circa 15 ore, appassionante, vistosa e ben caratterizzata, ma mostra il fianco ad un gameplay a sfondo stealth vicino quasi ad un puzzle-game che strizza l’occhio verso i film interattivi.

Posted (Geexmag.com)

Joshua Fidone

Classe 1989, ad otto anni assembla il suo primo PC e dall'ora coltiva la passione per hardware e videogames. Tra i titoli preferiti si annoverano Doom, Half-Life ed il leggendario Metal Gear Solid. Ha scritto per IGN, Leganerd, Geexmag ed oggi Caporedattore per Pcmasterrace.it.

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