Final Fantasy VII Remake

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Con grande sorpresa abbiamo ricevuto anzitempo Final Fantasy VII Remake e con la nostra recensione inizia il viaggio alla riscoperta di Midgar.

Final Fantasy VII Remake è un titolo controverso ed atteso da oltre vent’anni che porta con sé il peso del classico JRPG più giocato degli anni novanta, nonché pietra miliare della prima era PlayStation.

Abbiamo avuto modo d’apprezzare il titolo originario nei primi anni duemila, su PC, e sia per affetto che nostalgia, non potevamo far altro che rigiocare l’avventura di Cloud e compagni ancora una volta.

Non tratteremo nel dettaglio la trama poiché, per quanto simile all’originale presenta delle differenze, alcune anche importanti e soprattutto legate alle battute finali della storia.

Tenete bene a mente però che non è chiaro se definire questa nuova iterazione di Final Fantasy VII Remake o Reboot! Capirete il perché di questa nostra personale affermazione solo dopo essere giunti ai crediti.

Non è chiaro se definire questa nuova iterazione di Final Fantasy VII Remake o Reboot

Ad ogni modo, l’incipit resta sempre lo stesso, attuale oggi ancor più che all’epoca: il gruppo di eco-terroristi AVALANCHE assolda Cloud, un EX-SOLDIER, per compiere un attentato al reattore MAKO 01 della Shinra Electric Power Company, società che sfrutta le risorse del pianeta per i propri interessi (ndr. riassumendo l’iconica Booming Mission del capitolo originale).

Detto questo, è stato dedicato molto spazio ai personaggi secondari che conferiscono uno sfondo narrativo sfaccettato e, delle volte intrecciato, che insieme donano alla trama una notevole freschezza.

È chiaro che, per chi non avesse mai giocato Final Fantasy VII, si troverà di fronte ad un Action-GDR di stampo classico ed estremamente lineare che, potrebbe non essere apprezzato appieno dal pubblico amante del gameplay frenetico e sbarazzino canonico degli ultimi anni, poiché il punto di forza di questo Remake è la narrativa di prim’ordine al pari con opere cinematografiche dal colpo d’occhio innegabile.

Punto di forza di questo Remake è la narrativa di prim’ordine al pari con opere cinematografiche dal colpo d’occhio innegabile

Final Fantasy VII Remake è colmo di dialoghi e scene d’intermezzo magistralmente orchestrate, tanto che il più delle volte la transizione da motore real-time a computer grafica è quasi inavvertibile, tuttavia, sono evidenti gli innesti narrativi del tutto ininfluenti, pensati probabilmente come espediente per diluire l’esperienza complessiva.

Sì, perché a conti fatti gli eventi di Final Fantasy VII Remake hanno come culla centrale la sola città di Midgar, la stessa che nell’opera originale copre solo parte del primo CD di gioco.

Ad ogni modo ci troviamo dinnanzi ad una Midgar viva e peculiare, tagliata in diverse zone tra parte alta e bassifondi, con questi ultimi a farla da padrone per gran parte delle trenta ore necessarie per completare il gioco, senza tener conto delle attività secondarie e della modalità difficile che viene sbloccata completando il gioco una prima volta.

Ci ritroveremo a controllare Cloud sia durante le fasi esplorative (seppur con qualche zona dedicata ad altri PG) che nei combattimenti.

Durante le battaglie è possibile passare da un personaggio all’altro coi tasti direzionali, così da sfruttate le peculiarità dei comprimari. Cloud, Barret, Tifa ed Areith infatti, non condividono le stesse abilità e durante gli scontri più importanti è necessario sfruttare al meglio le abilità d’ogni singolo personaggio.

Ad esempio, contro i nemici volanti vorrete optare per la mitragliatrice rotante di Barret o le magie di Areith e via dicendo in base allo scontro.

Inoltre, con l’uso della materia è possibile modificare diversi comportamenti durante le battaglie: di base è possibile equipaggiare delle materie che attribuiscono al singolo personaggio una determinata magia o parametro, mentre combinandole tra loro è possibile creare strategie inedite per ogni evenienza.

Per fare un esempio potreste collegare la materia Ardente (Fire) ad un’altra materia che permette di colpire più bersagli o attribuire alla stessa materia degli attacchi di tipo elementale mediante l’utilizzo di materie da supporto.

In questo Remake anche le armi ricevono un restyling importante, queste ultime non hanno soltanto dei semplici attributi base ma anche delle abilità specifiche chiamate Maestrie che, ovviamente, variano con ogni arma.

Dopo aver padroneggiato una maestria raggiungendo il livello massimo sarà possibile utilizzare anche con le altre armi. Questo processo spinge il giocatore ad utilizzare sempre nuove combinazioni tra armi e materie per massimizzare l’impatto sui nemici, rendendo i combattimenti sempre avvincenti e divertenti.

Oltre alle abilità sopracitate si può contare anche sulle più classiche LIMIT, abilità speciali che possono essere richiamate dal menù (tasto X) dopo aver raggiunto il limite del personaggio (barra posta sotto i PM), provocando ingenti danni agli avversari.

L’interessante sistema di combattimento può essere definito come ibrido, data la possibilità di poter utilizzare abilità e magie sfruttando i punti della barra ATB (ndr. active time battle, sistema che nel capitolo originario scandiva l’azione su base a turni).

Nell’attesa che l’ATB si riempia è possibile utilizzare gli attacchi basici con il tasto quadrato mentre con il triangolo si possono eseguire azioni peculiari per ogni PG (Cloud ad esempio cambia l’assetto di combattimento tra leggero e pesante), schivare i colpi nemici con cerchio o parare con il tasto R1.

Una volta caricata la barra ATB è possibile richiamare il menù o utilizzare gli shortcut immediati (combinazioni di tasti), tenendo presente che richiamando il menù l’azione va in pausa permettendo al giocatore di agire con freddezza calcolando ogni mossa.

Peccato che RED XIII non sia stato inserito come personaggio giocabile ma solo relegato ad alcuni puzzle ambientali

Colpendo l’avversario più volte quest’ultimo andrà in tensione, status in cui il nemico non attaccherà ma sarà più esposto ai danni, momento ideale per infliggere il colpo di grazia.

Il malus di questo sistema ibrido che ci duole doverosamente segnalare è la telecamera, ostica, squilibrata e spesso snervante: è assolutamente consigliato l’utilizzo del lock-on per agganciare il bersaglio con il tasto R3 per far sì che la telecamera segua (suo malgrado) nel migliore dei modi il nemico.

La situazione peggiora nelle zone dagli spazi angusti, in questi casi la telecamera dà il meglio di se per inquadrare tutto tranne che l’azione.

La telecamera, ostica, squilibrata e spesso snervante

Inoltre, è stato dato pochissimo spazio agli Esper, le iconiche evocazioni che nel gioco originale rappresentavano una componente fondamentale durante le battaglie.

Gli Esper infatti sono pochi e mal progettati: una volta evocati durante le boss-fight, continueranno ad attaccare i nemici ripetutamente, mentre per eseguire attacchi speciali sarà necessario spendere ATB; poi, prima di dileguarsi, ogni “guardiano” effettuerà un attacco devastante che spesso porterà alla fine del conflitto.

Il comparto tecnico di Final Fantasy VII Remake è di buon livello, soprattutto se teniamo in considerazione l’hardware di PlayStation 4 PRO. Il titolo risulta ancorato ai 30FPS e non presenta cali di sorta neanche durante le battaglie più concitate.

Il rendering checkerboard restituisce un’immagine discreta in 4K, con qualche sbavatura, che viene alleviata grazie all’HDR.

Il livello generale di dettaglio è sopra la media ed i modelli poligonali dei personaggi sono di prim’ordine in linea con le animazioni degli stessi che risultano particolarmente spontanee anche se non esenti da difetti.

Il colpo d’occhio è fenomenale e restituisce un impatto di alto livello anche se, come abbiamo detto prima preferiamo definirlo buono.

Questo per via dei numerosi problemi di texture streaming a cui abbiamo assistito, il che per un videogioco che arriva su due blu-ray, di cui uno dedicato all’installazione, ci sembra del tutto imperdonabile.

Sicuramente avremo un occhio particolarmente attendo al dettaglio, però, nel 2020 e con un titolo osannato come Final Fantasy VII Remake questo genere di problemi tecnici non può passare inosservato.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, il lavoro svolto è a livelli celestiali. La colonna sonora è stata rielaborata divinamente svecchiando le tracce originali ma senza perdere lo spirito che tutti noi appassionati conserviamo nel cuore.

Un MUST HAVE per chiunque possieda una PlayStation 4

Durante l’avventura inoltre, è possibile trovare i vinili sotto forma di collezionabili da utilizzare nei jukebox sparsi negli scenari per riascoltare le singole tracce.

Alla fine dei conti, al netto di qualche incertezza, Final Fantasy VII Remake si conferma un ottimo titolo sia per gli appassionati della serie che gli amanti del titolo originale: un gioco ricco, lineare sì ma divertente e con una trama che narra una storia che resterà nell’olimpo dei Videogiochi per l’eternità. Un MUST HAVE per chiunque possieda una PlayStation 4.

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Joshua Fidone

Classe 1989, ad otto anni assembla il suo primo PC e dall'ora coltiva la passione per hardware e videogames. Tra i titoli preferiti si annoverano Doom, Half-Life ed il leggendario Metal Gear Solid. Ha scritto per IGN, Leganerd, Geexmag ed oggi Caporedattore per Pcmasterrace.it.

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