The Last of Us Parte I – Recensione di pancia

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The Last of Us Parte II uscirà il 19 giugno 2020 e, per ammazzare l’attesa, abbiam voluto giocare ancora una volta la prima avventura di Joel ed Ellie.

 

The Last of Us pesca a piene mani dall’immaginario collettivo del mondo Z, idea che sostanzialmente vede l’umanità alle prese con una feroce pandemia globale che porterà alla lotta per la sopravvivenza ed al collasso della società come la conosciamo.

Gli Zombie che siano questi effettivamente dei non morti o individui mutati per una qualche ragione, poco importa, non restano che un semplice sfondo in un qualcosa che ha molto di più da esprimere e dare all’utente.

 

Si potrebbe dire che TLOU prenda spunto da produzioni come The Walking Dead e, per certi versi lo fa, ma delinea durante il proseguirsi dell’avventura una propria personalità che si stacca di netto da qualsiasi produzione del genere.

The Last of Us mette il giocatore nei panni di Joel, un contrabbandiere dal passato triste, che per una serie di ragioni si ritrova a scortare una ragazzina per tutta l’america.

 

Questa ragazzina è Ellie che, apparentemente è l’unica speranza di sopravvivenza del genere umano poichè immune al virus Cordyceps.

Il Cordyceps è un virus che attecchisce il cervello dell’ospite e cresce per tutta la superficie di quest’ultimo, rendendo la persona altamente instabile, feroce e letale.

Le meccaniche introdotte in The Last of Us hanno ridefinito il genere dei survival

In TLOU ci si puo’ procurare materiali utili alla creazione di oggetti come medicinali, bombe esplosive e molto altro. A livelli di difficoltà più elevati le risorse non sono particolarmente esose ed il giocatore è portato a centellinare l’inventario e scegliere con estrema cautela gli oggetti da utilizzare.

 

Per certi versi si potrebbe definire The Last of Us anche un gioco di stampo tattico, in quanto, grazie a diversi escamotage ambientali si può far deviare il cammino di un determinato nemico o, in alcuni casi far combattere più nemici tra loro a vantaggio di un’approccio stealth.

Gli infetti tra l’altro non sono gli unici nemici che si incontreranno durante l’avventura poichè Joel ed Ellie dovranno vedersela anche con una moltitudine di sciacalli che, successivamente, gli daranno la caccia.

Joel ed Ellie non sono degli eroi ma più semplicemente due persone che cercano di sopravvivere ad ogni costo

In ogni caso non è strettamente necessario uccidere tutti gli avversari ogni qual volta questi si palesino, è infatti possibile passare oltre procedendo verso le aree successive anche senza sparare un colpo.

Il gameplay di The Last of Us è appagante e soddisfacente ma non rappresenta il fulcro di quest’opera.

 

The Last of Us racconta una storia attraverso i dettagli, i paesaggi ed i momenti vissuti assieme ai personaggi; le emozioni che un titolo simile è in grado di suscitare sono a dir poco inarrivabili, tanto che anche oggi nel 2020 dopo ben sette anni dalla sua uscita non si può far altro che definirlo un capolavoro senza tempo.

Narrativa e cura dei dettagli sono fenomenali

La narrativa è fenomenale e porta l’utente ad ascoltare e leggere ogni informazione possibile, sempre per saperne di più, di più e più ancora, i dialoghi tra Joel ed Ellie hanno del magico.

Ellie non conosce nulla del mondo del passato, non ha mai vissuto una vita normale, ed anche un semplice poste di un film la porta a fare mille domande e Joel dal canto suo, si affeziona talmente tanto alla ragazza da considerarla quasi come una figlia.

La grafica dopo quasi dieci anni potrebbe risultare un po’ datata ma, al tempo stesso conserva una cura per i dettagli che fa invidia a molte delle produzioni attuali, inoltre, se non lo avete ancora giocato e siete possessori di una PlayStation 4 dovreste assolutamente giocare la remastered, che, oltre alla grafica potenziata comprende anche il DLC Left Behind con protagonista Ellie che chiude ed approfondisce alcuni punti interrogativi.

 

In vista dell’uscita di The Last of Us Parte II vi consigliamo caldamente di recuperare The Last of Us, non solo per avere una quadro più preciso sulle vicende che hanno portato Ellie dove sarà all’inizio della nuova avventura ma, per vivere un’esperienza colossale sotto ogni punto di vista.

Joshua Fidone

Classe 1989, ad otto anni assembla il suo primo PC e dall'ora coltiva la passione per hardware e videogames. Tra i titoli preferiti si annoverano Doom, Half-Life ed il leggendario Metal Gear Solid. Ha scritto per IGN, Leganerd, Geexmag ed oggi Caporedattore per Pcmasterrace.it.

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